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Practical Web Development

Sviluppo web, guide pratiche, ebook e formazione online. Drupal vs WP.

Formazione tecnica per sviluppo web professionale

Imparare attraverso progetti reali

Impara il web development attraverso progetti concreti.

Le mie guide e la Formazione live non partono soltanto dalla tecnologia, ma da ciò che vuoi realizzare: un sito per un'attività, un ecommerce, un progetto professionale o una soluzione a un problema tecnico.

L'obiettivo è semplice:

imparare qualcosa che puoi realmente usare.


Esplora gli argomenti:

Drupal 
(Guide pratiche e Formazione Live)

Per chi vuole fare un salto di qualità nello sviluppo web e andare oltre il semplice assemblaggio di un sito.

Drupal permette di progettare in modo più strutturato contenuti, funzionalità e utenti, sviluppando una maggiore consapevolezza di come è costruito un sito professionale.

Guide pratiche su Content Types, Views, utenti e permessi, immagini, theming, configurazione, hosting e problem solving.

Non si tratta di scegliere tra Drupal e WordPress (Drupal vs WordPress). Si tratta di imparare a progettare il web con maggiore controllo e consapevolezza.

inoltre anche...

WordPress

Guide pratiche e Formazione Live per realizzare siti web con WordPress attraverso progetti concreti.

Attività locali, professionisti, aziende e altri progetti che un webmaster può incontrare realmente nel proprio lavoro.

WooCommerce

Guide pratiche e Formazione Live per realizzare ecommerce con WordPress e WooCommerce.

Dalla gestione dei prodotti alla struttura del negozio, fino alla realizzazione di soluzioni di vendita online.

Web Development

PHP, MySQL e tecnologie web per chi vuole comprendere meglio ciò che sta costruendo, risolvere problemi e avere maggiore controllo sui propri progetti.


Costruire siti per attività reali

Un Progetto web può servire a presentare un'attività, acquisire clienti, ricevere richieste e prenotazioni, vendere prodotti o migliorare un servizio esistente. Per questo le guide e la Formazione Live saranno costruite anche intorno a progetti concreti:

Attività locali, Professionisti, Aziende, Ecommerce, Self

Risolvere problemi tecnici reali - Non tutti i progetti iniziano da zero.

A volte bisogna risolvere un problema:

  • un'installazione Drupal che non funziona;
  • una configurazione errata;
  • un sito da aggiornare o migliorare;
  • una migrazione;
  • un problema di hosting;
  • una funzionalità da implementare;
  • un sito che deve essere più efficace.

Per questo una parte importante delle guide è dedicata al problem solving tecnico.


Inizia da un progetto

Vuoi costruire un sito?

Devi risolvere un problema tecnico?

Vuoi imparare una nuova tecnologia?

Trova una guida pratica o segui uno dei percorsi Formativi Live e inizia da lì.

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Daniele Venditti è autore tecnico e formatore nel settore dello sviluppo web. Attraverso ebook, articoli e contenuti video aiuta webmaster e professionisti del web a sviluppare competenze solide su Drupal, PHP, MySQL, WordPress e Intelligenza Artificiale.


Blog (ultimi 6 articoli)


Usi WordPress? Scopri cinque cose che Drupal fa in modo diverso: Content Types, Views, entità, gestione delle configurazioni e applicazioni web. Una riflessione su come ampliare le competenze nell’era dell’intelligenza artificiale.Se conosci WordPress, probabilmente sai già costruire un sito web. Ma cosa succede quando inizi a ragionare con Drupal?WordPress e Drupal sono due CMS open source che permettono di realizzare siti web, gestire contenuti e sviluppare applicazioni.Entrambi utilizzano PHP, possono lavorare con MySQL e dispongono di un ecosistema di estensioni.Eppure, quando cominci a utilizzarli, scopri che dietro alcune funzionalità apparentemente simili ci sono filosofie di progettazione differenti.Lavoro con Drupal da molti anni, ma conosco anche WordPress e WooCommerce. Non voglio convincerti che un CMS sia sempre migliore dell'altro. Voglio mostrarti cinque differenze che, se provieni dal mondo WordPress, potrebbero cambiare il tuo modo di pensare allo sviluppo web.In questo articolo01Content Types: strutturare i contenuti02Views: oltre la ricerca dei plugin03Entità e campi personalizzati04Configuration Management05Drupal e applicazioni web06Intelligenza artificiale e professione07Conclusioni e formazione Drupal1. I Content Types: i contenuti diventano strutture↑ Torna al menuImmagina di dover realizzare un sito per un'agenzia immobiliare.Ogni immobile deve avere un titolo, una descrizione, un prezzo, una superficie, una località, alcune fotografie e magari una classe energetica. In WordPress puoi creare un Custom Post Type e aggiungere campi personalizzati, ad esempio utilizzando ACF. In Drupal, invece, la creazione di tipi di contenuto e campi è parte integrante del sistema.Puoi creare un tipo di contenuto chiamato Immobile, aggiungere i campi necessari e definirne il comportamento direttamente dall'interfaccia amministrativa. Non stai semplicemente aggiungendo pagine a un sito.Stai progettando una struttura di dati.È un cambiamento di prospettiva importante, soprattutto quando il progetto cresce.2. Views: quando smetti di cercare il plugin giusto e inizi a costruire↑ Torna al menuImmagina di aver creato il tuo tipo di contenuto Immobile.Adesso il cliente ti chiede una pagina che mostri soltanto gli appartamenti in vendita a Roma, sotto i 250.000 euro, ordinati dal più recente. Poi aggiunge un'altra richiesta: vuole che i visitatori possano scegliere la città, impostare un prezzo massimo e filtrare gli immobili per tipologia. E magari vuole anche un blocco nella homepage che mostri automaticamente gli ultimi sei immobili disponibili.Se lavori con WordPress, probabilmente inizi a valutare diverse possibilità: WP_Query, un plugin per i filtri, un page builder con funzionalità avanzate oppure del codice personalizzato. Sono tutte strade valide.Ma con Drupal puoi affrontare buona parte di questo lavoro attraverso uno strumento già presente nel suo ecosistema di base: Views.Views è un sistema visuale che permette di interrogare, filtrare, ordinare e presentare i contenuti senza dover scrivere manualmente ogni query.Attraverso la sua interfaccia puoi:Selezionare i tipi di contenuto da visualizzare.Scegliere quali campi mostrare.Applicare filtri su prezzi, località e categorie.Creare filtri esposti che il visitatore può utilizzare.Ordinare i risultati secondo criteri differenti.Costruire pagine, blocchi e visualizzazioni riutilizzabili.Collegare dati attraverso relazioni tra entità.E non finisce qui.La stessa View può avere più visualizzazioni, ciascuna con impostazioni specifiche. Puoi utilizzare una pagina per il catalogo completo degli immobili e un blocco per mostrarne una selezione in homepage.Tutto questo si integra con i tipi di contenuto, i campi e le tassonomie che hai già configurato.Naturalmente Views non sostituisce ogni esigenza di programmazione. Per funzionalità particolari possono servire moduli aggiuntivi o codice personalizzato.Ma il vantaggio è evidente: molte funzionalità che in altri contesti richiedono la ricerca e la combinazione di strumenti differenti, in Drupal possono nascere da un unico sistema coerente.  3. I campi non appartengono soltanto agli articoli↑ Torna al menuIn WordPress siamo abituati a ragionare soprattutto in termini di articoli, pagine, utenti e Custom Post Types. Drupal introduce un concetto più generale: le entità.Un contenuto, un utente, un termine di tassonomia e altri oggetti del sistema possono essere gestiti attraverso strutture ben definite. Molte entità possono avere campi personalizzati. Per esempio, puoi aggiungere a un utente informazioni professionali, competenze, fotografie o riferimenti ad altri contenuti.Questi dati possono poi essere utilizzati nelle visualizzazioni, nei filtri e nelle relazioni tra entità.Questo approccio rende Drupal particolarmente interessante quando un sito deve gestire informazioni articolate e collegate tra loro.4. La configurazione può diventare parte del progetto↑ Torna al menuImmagina di sviluppare un sito sul tuo computer. Crei tipi di contenuto, campi, viste, ruoli e permessi.Quando arriva il momento di pubblicare il progetto, come trasferisci tutte queste configurazioni?Drupal dispone di un sistema di Configuration Management che consente di esportare molte configurazioni in file YAML.Questi file possono essere conservati in Git e trasferiti tra ambienti di sviluppo, test e produzione.Naturalmente bisogna distinguere tra configurazione e contenuti: non tutto viene esportato attraverso questo sistema. Ma il principio è interessante.La struttura del sito può essere gestita come parte del codice del progetto.Per chi lavora con Composer, Git e ambienti di sviluppo locali, questa possibilità merita attenzione.5. Drupal può essere anche una base per applicazioni web↑ Torna al menuArriviamo alla differenza che personalmente trovo più stimolante. Un CMS non deve necessariamente limitarsi alla pubblicazione di articoli, fotografie e pagine istituzionali. Immagina una guida digitale per un castello.Il visitatore inquadra un QR code, seleziona una sala e visualizza informazioni, immagini e contenuti dedicati. Oppure un'applicazione per un B&B, con itinerari, luoghi da visitare e informazioni personalizzate. Queste applicazioni possono essere sviluppate anche senza CMS, oppure utilizzando WordPress.Ma Drupal offre strumenti interessanti quando servono contenuti strutturati, relazioni, permessi, API e un'interfaccia amministrativa per gestire le informazioni. In alcuni casi può essere eccessivo. In altri può rappresentare una buona base per costruire un'applicazione destinata a evolversi.Il punto non è utilizzare Drupal ovunque.Il punto è conoscere strumenti diversi per poter scegliere quello più adatto al progetto.L'intelligenza artificiale sta cambiando il nostro lavoro. E tu, come stai cambiando?↑ Torna al menuC'è un altro motivo per cui oggi credo sia importante allargare le proprie conoscenze.L'intelligenza artificiale sta rendendo accessibili attività che fino a poco tempo fa richiedevano competenze tecniche specifiche. Oggi è possibile chiedere a un assistente AI di generare codice PHP, scrivere CSS, configurare funzionalità, suggerire plugin e persino contribuire alla realizzazione di un intero sito web.Questo non significa che tutti siano diventati sviluppatori.Ma significa che il semplice fatto di saper costruire un sito non rappresenta più, da solo, lo stesso vantaggio competitivo di qualche anno fa.Pensiamo al mondo WordPress. Per anni una parte importante del lavoro ha ruotato intorno alla scelta del tema, alla ricerca del plugin giusto, alla configurazione del page builder e all'integrazione di strumenti differenti.È un lavoro che richiede ancora competenze, soprattutto quando entrano in gioco sicurezza, prestazioni, compatibilità e manutenzione.Ma dobbiamo porci una domanda.Se l'intelligenza artificiale rende sempre più semplice assemblare un sito, quale sarà domani il valore aggiunto del professionista?Secondo me, la risposta non può essere cercare ancora più velocemente il prossimo plugin. Dobbiamo imparare a progettare meglio. Comprendere come sono organizzati i dati, come comunicano i diversi componenti di un'applicazione, come si costruiscono funzionalità riutilizzabili e come si sceglie una tecnologia in base alle reali necessità.In altre parole, dobbiamo uscire dalla logica del semplice assemblaggio e ampliare la nostra visione dello sviluppo web.E qui entra in gioco la formazione.Non necessariamente per abbandonare WordPress, che continua a essere uno strumento valido e adatto a moltissimi progetti. Ma per andare oltre ciò che già conosciamo.Drupal può rappresentare una di queste opportunità.Studiare i suoi Content Types, Views, il sistema delle entità, la gestione della configurazione e le sue API significa entrare in contatto con un modo differente di organizzare e sviluppare applicazioni web. Anche se continuerai a lavorare prevalentemente con WordPress, queste conoscenze potranno aiutarti a ragionare in modo più ampio.Perché l'intelligenza artificiale può aiutarti a scrivere codice, ma resta fondamentale sapere cosa costruire, perché costruirlo e come verificarne il funzionamento.La vera sfida non è competere con l'intelligenza artificiale nella velocità di esecuzione. È diventare professionisti capaci di utilizzarla con maggiore consapevolezza, competenza e visione.Devi abbandonare WordPress per imparare Drupal?↑ Torna al menuAssolutamente no. Anzi, credo che conoscere WordPress possa essere un vantaggio quando inizi a studiare Drupal.Hai già familiarità con PHP, database, temi, plugin, amministrazione dei contenuti e sviluppo web.Quello che cambia è il modo in cui questi elementi vengono organizzati.Imparare Drupal può aiutarti a vedere problemi che già conosci da una prospettiva differente. E questa è una buona ragione per studiarlo, anche se continuerai a utilizzare WordPress per molti dei tuoi progetti.Non si tratta di scegliere una bandiera. Si tratta di ampliare le proprie competenze prima che sia il mercato a costringerci a farlo.Vuoi scoprire Drupal partendo da quello che già conosci?↑ Torna al menuSu Progettimultimediali.com pubblico articoli, esempi pratici e approfondimenti dedicati a Drupal e allo sviluppo web. Ho anche realizzato ebook tecnici e propongo lezioni individuali live, adattate all'esperienza e agli obiettivi di chi partecipa.Se utilizzi WordPress e vuoi capire come funziona Drupal, possiamo partire proprio dalle tue conoscenze attuali. Non è necessario ricominciare da zero.Scopri Progettimultimediali.com e raccontami cosa vorresti imparare. /* Indice dell'articolo: stili limitati a questa pagina */ .drupal-article-index{margin:32px 0 42px;padding:24px;background:#edf7fc;border:1px solid #cbe4f2;border-left:5px solid #0879b9;border-radius:12px;font-family:inherit} .drupal-article-index .index-heading{margin:0 0 15px;font-size:1.3rem;font-weight:700;color:#143c56} .drupal-article-index ol{list-style:none;margin:0;padding:0;display:grid;grid-template-columns:minmax(0,1fr);gap:10px} .drupal-article-index li{margin:0;padding:0} .drupal-article-index a{display:flex;align-items:center;gap:12px;height:100%;padding:12px 14px;background:#fff;border:1px solid #d9e8f1;border-radius:8px;color:#17465f;text-decoration:none;line-height:1.4;transition:background .2s,border-color .2s} .drupal-article-index a:hover,.drupal-article-index a:focus-visible{background:#d9effb;border-color:#0879b9;text-decoration:underline} .drupal-article-index .index-num{font-weight:800;color:#0879b9;flex-shrink:0} .drupal-article-return{text-align:left;margin:2px 0 20px;font-size:.8rem;line-height:1.4} .drupal-article-return a{color:#0879b9;text-decoration:none;font-weight:600} .drupal-article-return a:hover,.drupal-article-return a:focus-visible{text-decoration:underline} .drupal-article-section{scroll-margin-top:110px} @media(max-width:640px){.drupal-article-index{padding:18px 14px}.drupal-article-index ol{grid-template-columns:1fr}.drupal-article-index a{padding:11px}} @media(prefers-reduced-motion:no-preference){html{scroll-behavior:smooth}}

Dal webmaster alle invenzioni digitali: come cambia il nostro lavoro. Il caso Wedding ExperienceUn tempo realizzare un sito web significava soprattutto costruire una presenza online. Oggi possiamo andare oltre: progettare esperienze interattive, servizi e strumenti capaci di coinvolgere le persone. Racconto questa trasformazione attraverso Wedding Experience, una web app realizzata per Studi Fotografici Paliotta.Quando il lavoro del webmaster era costruire siti webHo iniziato a occuparmi di formazione informatica nel 2001, quando Internet era ancora un territorio tutto da esplorare per molte aziende e professionisti.All'epoca realizzare un sito web rappresentava spesso una conquista importante. Un'attività commerciale, un artigiano, un fotografo o un'azienda potevano finalmente avere un proprio spazio online, presentare i servizi, pubblicare fotografie, indicare i recapiti e farsi conoscere oltre i confini del proprio territorio.Il lavoro del webmaster consisteva principalmente nel progettare, costruire e mantenere questi siti. Si lavorava con HTML, CSS, JavaScript, PHP, database MySQL e, successivamente, con sistemi di gestione dei contenuti sempre più evoluti.L'arrivo di CMS come WordPress e Drupal ha progressivamente trasformato il mestiere, rendendo più semplice la pubblicazione dei contenuti e permettendo di sviluppare progetti sempre più articolati. Per molti anni il modello è stato sostanzialmente questo: un cliente aveva bisogno di un sito web e il webmaster lo realizzava.Naturalmente non tutti i siti erano semplici vetrine. Esistevano già applicazioni, ecommerce, gestionali e servizi interattivi. Ma per moltissime piccole attività la richiesta principale rimaneva quella di avere una presenza online.Poi Internet è cambiato. E con lui i nostri clienti.Negli anni sono arrivati i social network, gli smartphone, Google Maps, le piattaforme di prenotazione, i servizi di messaggistica e una quantità crescente di strumenti digitali. Oggi un fotografo può pubblicare i propri lavori su Instagram. Un ristorante può essere scoperto attraverso Google Maps. Un B&B può ricevere prenotazioni tramite piattaforme specializzate.Per molte attività il sito web non è più necessariamente il primo punto di contatto con un potenziale cliente.Questo non significa che i siti siano diventati inutili!Significa, piuttosto, che non possiamo più considerarli automaticamente il centro di qualsiasi strategia digitale.Un sito può ancora essere fondamentale per un'azienda, mentre per un'altra attività può essere più utile investire su strumenti differenti.Ed è proprio qui che, secondo me, cambia il lavoro del webmaster. La domanda non dovrebbe essere soltanto: "Che sito realizziamo?" Dovrebbe diventare: "Quale problema possiamo risolvere attraverso il digitale?"Dalla realizzazione dei siti alle invenzioni digitaliNegli ultimi tempi ho iniziato a riflettere su questa trasformazione, arrivando a un'espressione che mi piace particolarmente: invenzioni digitali. Non intendo necessariamente tecnologie rivoluzionarie o prodotti mai visti prima.Un'invenzione digitale può essere anche una piccola applicazione progettata per rispondere a un'esigenza concreta. Pensiamo a qualche esempio.Un mobilificio potrebbe accompagnare il cliente nella scelta di un arredamento attraverso un percorso visivo interattivo.Un'agenzia immobiliare potrebbe realizzare uno strumento per aiutare gli utenti a individuare le abitazioni più adatte alle proprie esigenze.Una struttura turistica potrebbe offrire una guida digitale del territorio, accessibile tramite QR code.Un fotografo potrebbe trasformare la classica richiesta di informazioni in un'esperienza capace di raccontare il proprio lavoro e conoscere meglio i futuri clienti.Queste soluzioni possono essere integrate in un sito tradizionale, distribuite attraverso i social oppure raggiunte direttamente tramite un collegamento.Non devono necessariamente essere grandi applicazioni. A volte bastano un'interfaccia ben progettata, qualche fotografia, JavaScript e una buona idea.Il valore non sta nella quantità di codice, ma nell'utilità dell'esperienza che riusciamo a costruire.Dalle riflessioni alla pratica: nasce Wedding ExperiencePer mettere alla prova questa idea ho lavorato a un progetto concreto per Studi Fotografici Paliotta, attività specializzata nella fotografia matrimoniale. Il punto di partenza era semplice.Un fotografo può avere un sito ricco di bellissime immagini, accompagnato da descrizioni dei servizi, informazioni professionali e un modulo per essere contattato.Ma cosa succederebbe se, invece di limitarsi a osservare fotografie e compilare un modulo, i futuri sposi potessero vivere un piccolo percorso interattivo?Da questa domanda è nata Paliotta Wedding Experience.Non volevo realizzare il solito questionario commerciale, né un configuratore che chiedesse immediatamente quale pacchetto fotografico acquistare.Volevo costruire qualcosa di diverso: un percorso capace di avvicinare le persone al racconto del loro matrimonio.Il fotografo non vende soltanto fotografieDurante la progettazione è emersa una considerazione fondamentale. Il fotografo matrimoniale non si limita a documentare una cerimonia.Osserva, interpreta e conserva momenti che spesso gli stessi sposi non riescono a cogliere mentre li stanno vivendo.Uno sguardo, un abbraccio, un gesto spontaneo, un'emozione improvvisa. La fotografia permette di ritrovare quei momenti anche dopo molti anni.Per questo abbiamo deciso di costruire Wedding Experience intorno a un'idea narrativa: far immaginare agli sposi il giorno del loro matrimonio come se stesse accadendo proprio in quel momento.Il fotografo diventa parte centrale di questo racconto, non un semplice fornitore da scegliere attraverso un elenco di prezzi.Come funziona Wedding ExperienceL'applicazione è stata progettata principalmente per smartphone, il dispositivo attraverso cui molte persone consultano fotografie e contenuti social.L'esperienza è organizzata in quattro passaggi, accompagnati da un'interfaccia essenziale, fotografie e controlli di navigazione.Un elemento particolarmente importante è la possibilità di sfogliare le immagini indipendentemente dall'avanzamento del racconto.In questo modo le fotografie non diventano semplici decorazioni, ma conservano un ruolo centrale durante l'esperienza.1. L'ingresso nell'esperienzaIl visitatore viene accolto da un'immagine fotografica e da un racconto che introduce il significato dei ricordi matrimoniali.L'obiettivo non è chiedere immediatamente dati personali, ma creare interesse e coinvolgimento.2. Il racconto fotograficoIl percorso prosegue valorizzando le immagini e il lavoro del fotografo.Le fotografie accompagnano la narrazione, permettendo agli sposi di immaginare alcuni momenti della propria giornata.3. La partecipazione degli sposiL'esperienza introduce poche domande significative, pensate per coinvolgere i visitatori e comprendere meglio le loro aspettative.Non si tratta di un lungo questionario, ma di un'interazione che fa parte del percorso.4. Il contatto finaleIl percorso si conclude con la possibilità di lasciare i propri riferimenti e proseguire il dialogo con lo studio fotografico.Il modulo non rappresenta più un elemento isolato: arriva dopo un'esperienza che ha già raccontato il valore del servizio.Dietro l'esperienza c'è anche un lavoro tecnicoWedding Experience è interessante non soltanto per il risultato visivo, ma anche per il modo in cui è stata sviluppata.Il progetto utilizza tecnologie web come HTML, CSS e JavaScript, senza richiedere necessariamente la costruzione di un nuovo sito o l'installazione di un CMS dedicato.L'applicazione può quindi vivere accanto al sito esistente, mantenendo una propria interfaccia e una propria logica di navigazione.Questo aspetto apre possibilità interessanti.Non tutte le nuove funzionalità devono diventare plugin WordPress, moduli Drupal o interi progetti da ricostruire da zero.A volte è più conveniente progettare un componente indipendente, leggero e adattabile.Naturalmente la scelta dipende dalle esigenze. Quando servono gestione strutturata dei dati, utenti, permessi, contenuti dinamici e integrazioni complesse, strumenti come Drupal possono diventare particolarmente utili.La competenza del professionista consiste proprio nel capire quale architettura utilizzare, senza complicare inutilmente il progetto.Un'applicazione non basta: bisogna portare le persone a utilizzarlaC'è un aspetto che non voglio trascurare. Realizzare un'applicazione interessante non significa automaticamente ottenere nuovi clienti.Wedding Experience deve essere raggiunta dalle persone giuste.Per uno studio fotografico, ad esempio, può essere promossa attraverso il sito, i contenuti social, i collegamenti condivisi direttamente e, quando opportuno, campagne pubblicitarie.L'obiettivo è accompagnare il potenziale cliente da un contenuto che attira la sua attenzione a un'esperienza più coinvolgente.Sarà poi necessario osservare come le persone utilizzano l'applicazione: quante iniziano il percorso, quante arrivano alla fine e quante decidono di contattare lo studio.Solo attraverso questi dati potremo valutare se l'esperienza produce risultati migliori rispetto a un modulo tradizionale.Per il momento Wedding Experience rappresenta un progetto realizzato e una prima dimostrazione concreta di questo approccio, non una promessa di conversioni garantite.Il webmaster del futuro sarà anche un progettista di esperienze?Dopo tanti anni trascorsi tra siti web, CMS, hosting, database e formazione, credo che questa sia una direzione interessante per la nostra professione. Non penso che i siti tradizionali spariranno.Continueremo ad avere bisogno di portali aziendali, ecommerce, siti istituzionali, blog e applicazioni gestionali.Ma credo che per molti professionisti si aprirà uno spazio ulteriore. Quello di progettare piccoli strumenti digitali capaci di risolvere problemi specifici, migliorare servizi e creare nuove forme di relazione tra attività e clienti. Non è necessario inventare ogni volta qualcosa di completamente nuovo.A volte basta osservare un processo che esiste da anni, come la compilazione di un modulo di contatto, e domandarsi se possiamo renderlo più utile, naturale e coinvolgente. Wedding Experience è nata proprio così. Da una riflessione su un elemento apparentemente banale di qualsiasi sito web e da una gestione ottimizzata dei contatti che già  ho affrontato nel seguente articolo:"Come trasformare i contatti in richieste chiare e organizzate"Ed è diventata la mia prima invenzione digitale concreta all'interno di un percorso che intendo continuare a sviluppare e raccontare.Prova Wedding ExperienceFin qui abbiamo raccontato come è nata l'idea e come è stata trasformata in un'applicazione reale. Adesso puoi sperimentarla direttamente.Wedding Experience è stata progettata per smartphone: ti invito a esplorare le fotografie, seguire il racconto e scoprire come un tradizionale modulo di contatto possa diventare un'esperienza interattiva. .pm-wedding-demo { max-width: 1100px; margin: 45px auto; background: #f8f0ec; overflow: hidden; font-family: Georgia, serif; box-shadow: 0 18px 55px rgba(70,45,40,.09); } .pm-wedding-demo * { box-sizing: border-box; } .pm-wedding-demo .photo { display: block; width: 100%; height: 360px; object-fit: cover; object-position: center; } .pm-wedding-demo .content { padding: 50px 35px; text-align: center; } .pm-wedding-demo .eyebrow { color: #a46f75; font: 600 11px Arial, sans-serif; letter-spacing: 2.5px; text-transform: uppercase; margin-bottom: 20px; } .pm-wedding-demo h2 { font-family: Georgia, serif; font-size: clamp(28px, 4vw, 43px); line-height: 1.2; font-weight: normal; color: #594844; margin: 0 0 22px; } .pm-wedding-demo .description { max-width: 650px; margin: 0 auto 30px; color: #6d5c57; font: 16px/1.8 Arial, sans-serif; } .pm-wedding-demo .cta { display: inline-block; padding: 17px 30px; background: #a66f75; color: #fff !important; text-decoration: none !important; font: 600 14px Arial, sans-serif; border-radius: 4px; transition: background .2s ease; } .pm-wedding-demo .cta:hover, .pm-wedding-demo .cta:focus { background: #86555c; color: #fff !important; } .pm-wedding-demo .note { margin: 20px 0 0; color: #8d7771; font: 13px/1.6 Arial, sans-serif; } @media (max-width: 600px) { .pm-wedding-demo { margin: 25px auto; } .pm-wedding-demo .photo { height: 250px; } .pm-wedding-demo .content { padding: 35px 20px; } .pm-wedding-demo .description { font-size: 15px; } .pm-wedding-demo .cta { display: block; width: 100%; text-align: center; } } Un'invenzione digitale realeDalla semplice pagina weba un'esperienza interattivaScopri Wedding Experience, un'applicazione realizzata per Studi Fotografici Paliotta. Un esempio concreto di come fotografie, narrazione e interazione possano trasformare un tradizionale modulo di contatto.Prova Wedding Experience → L'applicazione originale si aprirà in una nuova scheda. Dall'esperienza alla formazioneCon Progettimultimediali.com mi occupo di sviluppo web e formazione tecnica da molti anni.Oggi voglio dedicare sempre più spazio a un approccio pratico: non studiare soltanto gli strumenti, ma imparare a utilizzarli per realizzare progetti concreti.HTML, CSS, JavaScript, PHP, MySQL, Drupal e WordPress rimangono competenze importanti.L'intelligenza artificiale può aiutarci a utilizzarle in modo nuovo. Ma il vero salto di qualità arriva quando impariamo a partire da un'esigenza e trasformarla in una soluzione funzionante.È anche questa la direzione che voglio dare alla mia Formazione Live individuale: lavorare su problemi reali, comprendere le tecnologie e sviluppare progressivamente la capacità di progettare in autonomia.Se sei un webmaster, uno sviluppatore o un professionista che vuole approfondire queste possibilità, possiamo parlarne attraverso un incontro conoscitivo.Il futuro del webmaster non è soltanto costruire siti web. È continuare a immaginare cosa possiamo farci.Daniele Venditti — Progettimultimediali.com

Come trasformare i contatti in richieste chiare e organizzateI potenziali clienti non sempre sanno spiegare ciò che cercano. E se fossimo noi ad aiutarli, rendendo più semplice il primo contatto con la nostra attività?Ti è mai capitato di ricevere un messaggio da qualcuno che chiede un preventivo, ma senza fornire le informazioni necessarie per prepararlo?Magari vuole realizzare un lavoro, acquistare un prodotto oppure richiedere un servizio, ma non sa bene come spiegare ciò di cui ha bisogno.Comincia così uno scambio di email, telefonate e messaggi WhatsApp per cercare di capire che cosa desidera realmente.A volte il contatto si trasforma in un lavoro. Altre volte si perde per strada.E non sempre perché manca l'interesse.Il cliente non sa sempre cosa chiedereQuando una persona si rivolge a un professionista, spesso conosce il risultato che vorrebbe ottenere, ma non sa quali informazioni servano per arrivarci.Chi cerca casa potrebbe non aver ancora definito tutte le proprie esigenze. Chi desidera un abito su misura potrebbe avere un'idea, ma non sapere come descriverla. Chi deve commissionare un lavoro artigianale potrebbe non conoscere le caratteristiche tecniche necessarie per richiedere un preventivo.È una situazione del tutto normale.Il cliente non è tenuto a conoscere il nostro mestiere.Siamo noi, conoscendo il nostro lavoro, a sapere quali domande porre per comprendere meglio le sue necessità.E allora perché non cominciare a fare queste domande ancora prima del primo contatto?Tanti canali di comunicazione, ma richieste spesso disorganizzateOggi un'attività può essere contattata attraverso il sito web, la posta elettronica, WhatsApp e i social network.Avere tanti canali è un'opportunità, ma gestire le richieste che arrivano attraverso strumenti differenti può diventare complicato.Un messaggio contiene soltanto un numero di telefono. Un altro descrive un lavoro senza indicare dove dovrebbe essere eseguito. Un altro ancora chiede un appuntamento senza specificarne il motivo.Le informazioni arrivano in ordine sparso e dobbiamo ricostruirle ogni volta.Nel frattempo, tra le tante attività quotidiane, può capitare anche di dimenticare una risposta o di perdere di vista una richiesta interessante.Il problema non è soltanto ricevere nuovi contatti. È riuscire a raccogliere le informazioni giuste e gestirle nel modo migliore.E se aiutassimo il cliente a costruire la propria richiesta?Immaginiamo una situazione molto semplice.Un artigiano pubblica su Facebook la fotografia di un cancello appena realizzato.Una persona vede il lavoro, lo trova interessante e vorrebbe chiedere un preventivo.Anziché scrivere il solito messaggio «Quanto costa?», trova un collegamento che lo invita a raccontare ciò che desidera.Si apre una piccola applicazione che pone alcune domande.Che tipo di cancello vorresti realizzare? Preferisci una soluzione semplice o personalizzata? Hai già delle misure? Quando vorresti effettuare il lavoro?Non serve rispondere a tutto immediatamente. Dove necessario, il cliente può anche indicare di non conoscere ancora la risposta.Una domanda alla volta, senza fretta.Alla fine del percorso può controllare le informazioni inserite, aggiungere qualche dettaglio e inviare la propria richiesta.L'artigiano riceve così un riepilogo organizzato, con le informazioni iniziali necessarie per valutare il lavoro e ricontattare la persona.Non abbiamo ancora preparato un preventivo, ma abbiamo fatto qualcosa di importante: abbiamo aiutato il cliente a spiegare ciò di cui ha bisogno.Un'esperienza semplice e magari anche piacevoleNon dobbiamo immaginare questionari interminabili o procedure complicate.Al contrario, l'obiettivo è rendere tutto più facile.Poche domande, un linguaggio comprensibile, scelte immediate e magari qualche immagine che aiuti a individuare ciò che si sta cercando.Il cliente viene accompagnato passo dopo passo, senza dover conoscere termini tecnici o scrivere lunghi messaggi.Potrebbe persino trovare piacevole costruire progressivamente la propria richiesta, scegliendo tra le possibilità che gli vengono presentate.E quando termina, ha la sensazione di aver già fatto un primo passo concreto verso ciò che desidera.Un unico punto di ingresso, anche dai social networkUna piccola applicazione di questo tipo non deve necessariamente essere integrata nel sito web dell'attività.Potrebbe funzionare attraverso un semplice collegamento da condividere su Facebook, Instagram, LinkedIn, WhatsApp oppure tramite email.Chi è interessato può aprirlo e iniziare il percorso.Le richieste inviate attraverso l'applicazione vengono raccolte in un unico spazio, dove l'attività può consultarle e seguirne l'evoluzione.Questo non significa eliminare gli altri canali di comunicazione, ma offrire alle persone un modo più ordinato e guidato per entrare in contatto.E soprattutto significa poter utilizzare meglio anche i canali digitali che già possediamo.Il primo contatto può diventare l'inizio di un rapportoC'è un aspetto che considero particolarmente interessante.Una richiesta di preventivo non deve necessariamente concludersi con l'invio di un messaggio e l'attesa di una risposta.Può essere l'inizio di un dialogo.L'attività, dopo aver ricevuto le informazioni, potrebbe ricontattare il cliente, chiedere ulteriori dettagli, mostrargli alcuni lavori già realizzati oppure suggerire una soluzione più adatta.Il cliente, a sua volta, potrebbe aggiungere informazioni, inviare fotografie o chiarire meglio le proprie preferenze.Un percorso che comincia online e prosegue attraverso una comunicazione più consapevole, perché entrambe le parti conoscono già gli elementi essenziali della richiesta.Non si tratta di sommergere le persone di messaggi promozionali, ma di accompagnarle verso una scelta.Il vero valore non è soltanto acquisire un contatto, ma creare le condizioni per seguirlo meglio.E se arrivassero anche nuove opportunità?Non tutti quelli che visitano una pagina o guardano un contenuto sui social sono pronti a telefonare o a scrivere un messaggio.A volte sono soltanto curiosi. Altre volte vorrebbero approfondire, ma non sanno da dove cominciare.Un percorso guidato potrebbe incoraggiarli a fare quel primo passo.Pensiamo a una persona che vede il lavoro di un artigiano e trova un invito: «Raccontaci cosa vorresti realizzare».Oppure a chi guarda gli immobili pubblicati da un'agenzia e incontra la proposta: «Aiutaci a capire quale casa stai cercando».Non significa che ogni visitatore diventerà un cliente.Significa semplicemente rendere più facile il passaggio dall'interesse a una richiesta concreta.E qualche nuova opportunità potrebbe nascere proprio da qui.Una stessa idea, tante applicazioni differentiQuello che abbiamo descritto non riguarda soltanto gli artigiani.Lo stesso principio può essere applicato a molte attività, cambiando le domande, le informazioni richieste e il risultato finale.Un'agenzia immobiliare potrebbe aiutare le persone a descrivere la casa che cercano.Un atelier potrebbe raccogliere le preferenze di una cliente prima di fissare un appuntamento.Un'agenzia di viaggi potrebbe accompagnare il visitatore nella definizione di una richiesta personalizzata.Un'azienda potrebbe raccogliere informazioni tecniche preliminari per valutare una lavorazione.In tutti questi casi il bisogno è comune: comprendere meglio le esigenze delle persone prima di formulare una proposta.Da questa idea possono nascere piccole applicazioni web, semplici e adattabili a settori differenti.Dall'idea alla realizzazione: le applicazioni web come opportunità professionaleC'è infine un altro aspetto che riguarda chi sviluppa siti web e applicazioni digitali.Siamo abituati a pensare al sito web come a uno strumento per presentare un'attività, raccontarne i servizi e mostrare i lavori realizzati.Ma un sito, o una piccola applicazione indipendente, può fare anche qualcosa di più.Può aiutare un'azienda a raccogliere informazioni, organizzare richieste e rendere più semplice il rapporto con i propri clienti.Non occorre necessariamente costruire software complessi.A volte bastano un percorso ben progettato, alcune domande pertinenti e un sistema capace di raccogliere le risposte.Nei prossimi approfondimenti vedremo come applicare questa idea a differenti settori, attraverso esempi pratici e piccole applicazioni realizzabili con Drupal.Per chi desidera imparare a sviluppare queste soluzioni, alcuni progetti potranno diventare anche percorsi di formazione live online, nei quali costruiremo insieme applicazioni funzionanti.Partire da un bisogno, non dalla tecnologiaQuando pensiamo agli strumenti digitali per un'attività, ci concentriamo spesso sul sito web, sui social network o sulla visibilità online.Sono strumenti importanti, ma forse dovremmo porci anche un'altra domanda:Che cosa succede quando qualcuno manifesta interesse per quello che facciamo?Siamo davvero pronti ad accompagnarlo, a comprenderne le esigenze e a gestire correttamente la sua richiesta?A volte, per migliorare il rapporto con i potenziali clienti, non serve aggiungere un altro canale di comunicazione.Può essere più utile ripensare il modo in cui utilizziamo quelli che abbiamo già.Ed è da questa semplice considerazione che nasce l'idea di un assistente digitale capace di guidare le richieste dei clienti.Una piccola applicazione, indipendente dal sito web, adattabile ad attività differenti e capace di trasformare un primo interesse in una richiesta più chiara.Perché una buona opportunità comincia spesso da una domanda fatta nel modo giusto.Non esistono formule magiche, ma possiamo comunicare meglioNessuno strumento digitale ha la bacchetta magica per far arrivare nuovi clienti.Possiamo però migliorare il modo in cui comunichiamo con le persone che si interessano alla nostra attività.Spesso un potenziale cliente ha un'esigenza, un'idea o semplicemente una curiosità, ma non sa bene come esprimerla.È qui che può intervenire un'applicazione web progettata con attenzione: un percorso guidato, costruito sulle caratteristiche dell'attività, che attraverso domande mirate, scelte e passaggi successivi aiuta le persone a comprendere meglio ciò che desiderano e a comunicarlo.Dietro un'esperienza apparentemente semplice c'è quindi un lavoro di progettazione, che richiede di conoscere il problema, individuare le informazioni utili e organizzare il percorso nel modo giusto.Ed è proprio questo che possiamo imparare a realizzare attraverso un percorso di formazione live: non soltanto utilizzare uno strumento, ma progettare e costruire un'applicazione capace di rispondere a un'esigenza concreta.Non abbiamo la certezza di ottenere più clienti, ma possiamo creare condizioni migliori perché un interesse si trasformi in una richiesta concreta.Daniele VendittiVuoi imparare a realizzare questa applicazione e adattarla alla tua Attività?L'idea presentata in questo articolo può diventare un progetto concreto.Attraverso un percorso di formazione live individuale, vedremo come realizzare con Drupal un'applicazione web che accompagna gli utenti nella compilazione di richieste di informazioni e preventivi.Partiremo dalla progettazione delle domande per arrivare a un sistema funzionante, capace di raccogliere e organizzare le richieste ricevute.Le lezioni si svolgono online, con orari flessibili e un programma pratico definito.È possibile richiedere un incontro conoscitivo gratuito per approfondire il programma, le modalità e i costi, senza alcun impegno.Contattami per maggiori informazioni

Installare Drupal su un hosting condiviso può trasformarsi in una sfida tecnica inaspettata. Segui la documentazione ufficiale, utilizzi Composer e tutto sembra procedere correttamente. Poi arriva il problema: la directory web non è accessibile come dovrebbe, il server impone restrizioni sui percorsi e il sito non si avvia.Devi necessariamente rinunciare a Drupal o cambiare hosting?Non necessariamente.Questo ebook affronta uno dei problemi più concreti dell'installazione di Drupal negli ambienti di hosting condiviso: la difficoltà di utilizzare la struttura standard del progetto quando non puoi configurare liberamente la document root e devi rispettare i limiti imposti dal server.La soluzione proposta è la struttura FLAT, un approccio pratico che consente di adattare l'organizzazione del progetto alle caratteristiche dell'hosting, continuando a utilizzare Composer per gestire Drupal e le sue dipendenze.  Cosa impareraiCon questa guida scoprirai come:Superare il vincolo della directory web, quando la document root del server è fissa su public_html/.Affrontare le restrizioni di open_basedir, organizzando i file in modo compatibile con i limiti di accesso dell'ambiente condiviso.Configurare Drupal Scaffold per adattare la struttura del progetto alle esigenze del tuo hosting.Modificare composer.json per gestire correttamente la struttura FLAT.Gestire i collegamenti simbolici (symlink) e comprenderne il ruolo nell'organizzazione dei file.Affrontare gli hosting più restrittivi, attraverso una variante basata su una sandbox interna.Mantenere Composer al centro del progetto, per gestire dipendenze, moduli e aggiornamenti senza affidarti a procedure manuali improvvisate.Una guida operativa, con esempi e videoNon troverai soltanto una sequenza di comandi da eseguire. L'obiettivo è comprendere perché si verificano determinati problemi e come intervenire in modo consapevole.I passaggi sono accompagnati da indicazioni operative, configurazioni ed esempi pratici. Alcune fasi fondamentali sono inoltre supportate da video dimostrativi, per osservare direttamente le operazioni sul terminale e seguire più facilmente le procedure.La guida affronta anche i limiti degli installer automatici in un clic, mettendo a confronto la loro praticità con il controllo offerto da un'installazione basata su Composer.A chi è rivoltoQuesto ebook è pensato per sviluppatori, web designer e professionisti che desiderano installare Drupal su un hosting condiviso, soprattutto quando la struttura standard del progetto entra in conflitto con le limitazioni del server.È particolarmente utile se hai già incontrato errori di percorso, problemi di accesso alla directory vendor/ o difficoltà legate alla configurazione della document root.È consigliata una conoscenza di base di Drupal, Composer e del terminale.Non lasciare che la directory web diventi un ostacolo al tuo progetto. Scopri come affrontare i vincoli dell'hosting condiviso e costruire un'installazione Drupal organizzata per una gestione più consapevole, professionale e aggiornabile nel tempo.IN ATTIVAZIONE

Faccio un sito oppure scrivo un libro della mia storia?Se mi avessero posto questa domanda vent'anni fa, non avrei avuto dubbi: avrei risposto che il sito web era l'unica risposta sensata. Per anni è stato il centro della presenza digitale di qualsiasi attività, il luogo dove raccontarsi, presentare i servizi, farsi trovare.Oggi continuo a considerarlo uno strumento importante. Ma negli ultimi tempi mi sono fatto una domanda diversa:se volessi lasciare un segno davvero duraturo della mia esperienza professionale, sceglierei un sito oppure un libro?Il problema dei contenuti digitali di oggiViviamo in un'epoca in cui tutti comunicano e quasi nessuno viene ricordato.Post sui social, video, newsletter, siti web, ogni giorno milioni di contenuti vengono pubblicati e dimenticati nel giro di ore.E ora si è aggiunta l'intelligenza artificiale, che ha accelerato ulteriormente questo processo: chiunque può generare testi, articoli e contenuti in pochi secondi. Il risultato è un flusso continuo di materiale che si assomiglia tutto, scritto da nessuno e diretto a tutti.Perfino un sito web, in questo contesto, tende a diventare una brochure online che nessuno va a cercare.E allora nasce la domanda: cosa resta davvero della nostra esperienza?Il paradosso dell'era AIC'è qualcosa di curioso in quello che sta succedendo. Più gli strumenti digitali diventano veloci, automatici e accessibili, più le persone sembrano rivalutare ciò che è lento, fatto a mano, personale. Il libro funziona esattamente così. In un momento in cui qualsiasi testo può essere generato da una macchina in trenta secondi, un libro scritto da una persona reale, con la sua storia, i suoi errori, la sua visione, diventa qualcosa di raro.Un libro cambia la percezioneImmagina di incontrare un professionista, un avvocato, un commercialista, un architetto, un imprenditore, che durante il vostro primo incontro ti consegna il proprio libro. Non un volantino, non un catalogo: un libro.Nella mente di chi lo riceve scatta qualcosa di quasi automatico. Si pensa:questa persona ha qualcosa da raccontare, ha accumulato esperienza, ha investito tempo per lasciare qualcosa di utile agli altri.Un libro comunica autorevolezza senza bisogno di dichiararlo. E in un'epoca in cui chiunque può pubblicare qualsiasi cosa in pochi minuti, questo peso specifico è aumentato, non diminuito.Oggi pubblicare è possibile per tuttiPer molto tempo pubblicare era un privilegio riservato a pochi: bisognava convincere una casa editrice, aspettare mesi, spesso affrontare costi importanti. Oggi non è più così. Grazie al self publishing ogni professionista può trasformare la propria esperienza in un libro senza essere uno scrittore e senza aver pubblicato nulla in precedenza.Serve soprattutto una cosa: avere qualcosa da raccontare. E ogni attività che esiste da anni possiede una storia.Chi potrebbe scrivere un libro?Molte più persone di quanto si pensi. Un avvocato potrebbe scrivere una guida pratica per affrontare una successione o spiegare in modo semplice aspetti legali che le famiglie faticano a capire con la caratteristica e il supporto della propria esperienza. Un commercialista potrebbe aiutare chi apre una partita IVA a orientarsi tra obblighi e opportunità. Un architetto potrebbe raccogliere anni di esperienza cantieristica in un manuale sugli errori più comuni nelle ristrutturazioni.Le strutture turistiche e i luoghi di cultura hanno forse il materiale più ricco di tutti: la storia di una dimora, il racconto di un territorio, una guida che accompagni il visitatore ben oltre la visita stessa. E gli imprenditori potrebbero lasciare qualcosa di ancora più personale, le sfide, i fallimenti, i valori che hanno permesso all'azienda di crescere.Cosa fa la differenzaI social attirano attenzione. Il sito web presenta l'attività. Il libro costruisce autorevolezza. È una differenza sostanziale, e non è solo una questione di immagine.Un libro può essere regalato a un cliente, consegnato durante un incontro, esposto in uno studio professionale, venduto su Amazon. Continua a parlare di noi anche quando non siamo presenti. Dentro quelle pagine non ci sono soltanto informazioni, ci sono esperienze, errori, visioni. In un certo senso stai consegnando una parte di te stesso, e questo crea una connessione che nessun post o sito web riesce a replicare. Tantomeno un testo generato da un'AI.Quindi cosa sceglierei?Se dovessi promuovere un'attività oggi sceglierei ancora un sito web. Ma se dovessi scegliere uno strumento per lasciare una traccia duratura della mia esperienza, sceglierei un libro, perché un sito racconta cosa faccio, mentre un libro racconta chi sono, cosa ho imparato e perché la mia esperienza può essere utile agli altri.Paradossalmente, è proprio l'avanzata dell'intelligenza artificiale a rendere questo più vero oggi di quanto non fosse dieci anni fa. In un mondo in cui i contenuti costano zero e si producono in automatico, ciò che ha ancora valore è ciò che viene da una persona reale, con una storia reale. Un libro è esattamente questo.Daniele VendittiVuoi approfondire questo argomento con una formazione online?Se desideri approfondire questo argomento con il mio supporto, puoi contattarmi per ricevere maggiori informazioni sui percorsi di formazione live individuale online.Possiamo organizzare un incontro conoscitivo online, senza impegno, durante il quale ti illustrerò le modalità di svolgimento, i costi e le possibili date e orari. Gli orari saranno estremamente flessibili, per trovare insieme una soluzione compatibile con le tue esigenze.Sarà anche l'occasione per capire se il percorso formativo è adatto alle tue necessità e chiarire eventuali dubbi prima di decidere.Scrivimi per maggiori informazioni e per concordare un incontro conoscitivo. Puoi cliccare sul pulsante successivo oppure anche con l'icona WhatsApp a sinistra del sitoClicca qui per approfondireoppure

Per anni il percorso per diventare webmaster è stato sempre lo stesso.Prima HTML. Poi CSS. Poi JavaScript. Poi PHP. Poi WordPress, Drupal o qualche altro CMS. Centinaia di ore di studio, manuali, tutorial e notti passate a cercare soluzioni nei forum.Oggi qualcosa è cambiato.L'intelligenza artificiale ha introdotto un nuovo modo di sviluppare siti web e applicazioni: il Vibe Coding.Cos'è il Vibe CodingIl termine indica un approccio completamente diverso alla programmazione.Invece di scrivere ogni riga di codice manualmente, si descrive all'AI ciò che si vuole ottenere. L'intelligenza artificiale genera il codice, che può poi essere corretto, migliorato e adattato alle proprie esigenze.Con strumenti come ChatGPT, Claude, DeepSeek, Qwen e Copilot è possibile realizzare in pochi minuti attività che fino a poco tempo fa richiedevano ore di lavoro.Ad esempio:Creare una landing page completaGenerare componenti HTML e CSS personalizzatiSviluppare plugin WordPress su misuraScrivere moduli DrupalAutomatizzare operazioni ripetitiveQuesto non significa che la programmazione sia morta.Significa che il modo di programmare sta cambiando.Il problema dei plugin WordPressChi lavora con WordPress conosce bene la situazione.Serve una funzione? Si installa un plugin.Serve una modifica? Un altro plugin.Serve un'integrazione? Ancora un plugin.Dopo qualche anno ci si ritrova con siti pieni di estensioni che rallentano le prestazioni, aumentano i rischi di incompatibilità e rendono più complessa la manutenzione.L'intelligenza artificiale offre una possibile alternativa.Molte personalizzazioni che prima richiedevano un plugin dedicato oggi possono essere realizzate con poche righe di codice generate dall'AI e adattate alle esigenze del progetto.Non sempre è la scelta giusta, ma spesso permette di ottenere soluzioni più leggere e controllabili.E Drupal?Per molti professionisti Drupal è sempre stato percepito come un CMS difficile.In parte è vero.Drupal richiede una mentalità diversa rispetto a WordPress e una curva di apprendimento più impegnativa.Tuttavia l'AI sta abbassando notevolmente questa barriera.Oggi è possibile chiedere all'intelligenza artificiale di generare esempi di codice, spiegare API complesse, creare moduli personalizzati e guidare passo dopo passo lo sviluppo di funzionalità avanzate.Questo rende Drupal molto più accessibile anche per chi proviene dal mondo WordPress.Perché ho scritto questo ebookNegli ultimi anni ho pubblicato diversi manuali dedicati al web development, a WordPress e a Drupal.Osservando l'evoluzione degli strumenti di AI mi sono reso conto che stava nascendo una nuova figura professionale.Un webmaster che non si limita a installare plugin o configurare CMS, ma che utilizza l'intelligenza artificiale per creare soluzioni personalizzate, automatizzare attività e aumentare la propria produttività.Da questa riflessione è nato il nuovo ebook:"Mamma voglio fare il Vibe Coder"Un percorso pratico che parte dalle basi del web e arriva all'utilizzo dell'AI per lavorare con WordPress e Drupal.Cosa troverai nel libroL'ebook è diviso in quattro parti principali.Le basi del webUna panoramica essenziale su HTML, CSS, JavaScript e SEO per comprendere cosa accade dietro le quinte di un sito web.WordPress 2026Temi moderni, block editor e prime applicazioni pratiche del vibe coding per creare funzionalità personalizzate.Drupal 11Tipi di contenuto, Views, Layout Builder e sviluppo assistito dall'intelligenza artificiale.Da WordPress a Drupal con l'AIUn laboratorio finale dedicato alla migrazione e alla trasformazione di progetti esistenti utilizzando prompt e strumenti di AI.A chi è rivoltoQuesto ebook è pensato per:Webmaster WordPressSviluppatori webFreelance digitaliStudentiCuriosi che vogliono capire come sta cambiando il mondo dello sviluppo webNon è necessario essere programmatori esperti.Serve soltanto la voglia di imparare e sperimentare.Prossimamente disponibileL'obiettivo di questo libro non è sostituire lo studio tradizionale.L'obiettivo è mostrare come utilizzare l'intelligenza artificiale in modo concreto e professionale per lavorare meglio, più velocemente e con maggiore autonomia.Il futuro del web non appartiene a chi conosce più comandi.Appartiene a chi sa collaborare con l'intelligenza artificiale senza smettere di capire ciò che sta facendo.E forse il momento migliore per iniziare è proprio adesso.

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Daniele Venditti